CAPITOLO XXXVI

582 Parole

CAPO XXXVI Guardai que’ due brani, e meditai un istante sull’incostanza delle cose umane e sulla falsità delle loro apparenze. “Poc’anzi tanta brama di questa lettera, ed ora la straccio per isdegno! Poc’anzi tanto presentimento di futura amicizia con questo compagno di sventura, tanta persuasione di mutuo conforto, tanta disposizione a mostrarmi con lui affettuosissimo, ed ora lo chiamo insolente!” Stesi i due brani un sull’altro, e collocato di nuovo come prima l’indice e il pollice di una mano, e l’indice e il pollice dell’altra, tornai ad alzare la sinistra ed a tirar giù rapidamente la destra. Era per replicare la stessa operazione, ma uno dei quarti mi cadde di mano; mi chinai per prenderlo, e nel breve spazio di tempo del chinarmi e del rialzarmi, mutai proposito e m’invogliai di

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