«Lia...» Nell'oscurità dei miei sogni offuscati, mi sembra di sentire un eco lontano sussurrare il mio nome. Nel mio inconscio non ancora del tutto lucido mi dico che forse sarà stata soltanto l'ennesima impressione dovuta ai miei sogni confusi, e così tento di farmi rapire di nuovo da quei sogni scombussolati. Ma è quando risento la stessa voce urlare: «Lia, cazzo, svegliati!» E una mano scuotermi per una spalla, che capisco di essermi sbagliata. Aprire gli occhi mi costa un bel po' di fatica: sono stanca, letteralmente. I ricordi della notte trascorsa sono confusi e se mi sforzo di ricordare sento le tempie pulsare, e gli occhi mi si richiudono per il fastidio provocato da quel dolore assordante. E dalla luce. Troppa luce. Quando sento di essere quasi del tutto sveglia, il primo is

