Ho un magone in gola, e per la prima volta non sono in grado di dare un nome alle emozioni che sto provando. So solo che la paura e la preoccupazione prevalgono su tutto il resto, le uniche fonte riconoscibili in mezzo a tutto il caos che sento dentro. «Mila», sussurro, e a malapena riesco a riconoscere la mia stessa voce. E' tutto ciò che ho saputo dire finora: Mila, Mila, Mila, Mila... Una cantilena continua che non ha fatto altro che farle alzare gli occhi al cielo, e non posso nemmeno biasimarla: mi chiedo solo dove trovi le forze per mantenere su quella facciata da dura che si ritrova sempre. I suoi passi tremano assieme alle gambe, e quel corpo sodo, snello e tonico che ho bramato tanto per averlo adesso non mi sembra altro che un ammasso di gelatina servita su un piatto d'argent
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