- Vedi com'è fatto l'ammalato reale? - disse il Copler che non sapeva liberarsi dalla sua idea dominante. - È moribondo e non sa d'essere ammalato. Parve anche a me che l'ammalato reale soffrisse poco. Mio suocero e anche il Copler riposano da molti anni a Sant'Anna, ma ci fu un giorno in cui passai accanto alle loro tombe e mi parve che per il fatto di trovarsi da tanti anni sotto alle loro pietre, la tesi propugnata da uno di loro non fosse infirmata. Prima di lasciare il suo antico domicilio, il Copler aveva liquidati i suoi affari e perciò come me non ne aveva affatto. Però, non appena lasciato il letto, non seppe restar tranquillo e, mancando di affari propri, cominciò ad occuparsi di quelli degli altri che gli parevano molto più interessanti. Ne risi allora, ma più tardi anch'io do

