Capitolo 5-2

2042 Parole

E alla tomba di mio suocero io piansi ad onta che anche l'ultimo addio che mi diede non sia stato troppo affettuoso. Dal suo letto di morte mi disse che ammirava la mia sfacciata fortuna che mi permetteva di movermi liberamente mentre lui era crocifisso su quel letto. Io, stupito, gli domandai che cosa gli avessi fatto per fargli desiderare di vedermi malato. Ed egli mi rispose proprio così: - Se dando a te la mia malattia io potessi liberarmene, te la darei subito, magari raddoppiata! Non ho mica le ubbie umanitarie che hai tu! Non v'era niente di offensivo: egli avrebbe voluto ripetere quell'altro affare col quale gli era riuscito di caricarmi di una merce deprezzata. Poi anche qui c'era stata la carezza perché a me non spiaceva di veder spiegata la mia debolezza con le ubbie umanitari

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