Ma Carla stessa ancora non sapeva dove s'avviasse con quel suo passo deciso. Dava sfogo a una stizza del momento che fra poco l'avrebbe lasciata. M'attese e poi mi camminò accanto senza parole. Quando fummo a casa, fu presa da un impeto di pianto che non mi spaventò perché la indusse a rifugiarsi fra le mie braccia. Io le spiegai chi fosse Tullio e quanto danno sarebbe potuto venirmi dalla sua lingua. Vedendo che piangeva tuttavia, ma sempre fra le mie braccia, osai un tono più risoluto: voleva dunque compromettermi? Non avevamo sempre detto che avremmo fatto di tutto per risparmiare dei dolori a quella povera donna ch'era tuttavia mia moglie e la madre di mia figlia? Parve che Carla si ravvedesse, ma volle restare sola per calmarsi. Io corsi via contentone. Dev'essere da quest'avventur

