Capitolo otto Annabel “È una brutta idea?” chiedo a Charlie per la quinta volta da quando ho chiamato il senatore Flack con un altro telefono non tracciabile per fissare un appuntamento per pranzo. “Starò con occhi e orecchie fissi su di voi per tutto il tempo. Non succederà niente.” Charlie mi raddrizza il colletto della camicetta, dove è nascosto il minuscolo ricevitore. L’altro pezzo ce l’ho nell’orecchio, ma è così piccolo che nessuno lo noterebbe, neanche se non avessi i capelli a coprirlo. Oh, santo cielo, non riuscirò mai a levarmi dalla testa questa cosa. Non sono adatta a fare l’agente sul campo, questo è poco ma sicuro. “Potrei essere ricercata dalla CIA, ormai. Anche tu. E se lui lo sapesse e lì ci fosse qualcuno pronto ad arrestarmi?” “Hai già controllato il database. Non

