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857 Parole

7.“Avete qualche idea su come comunicare con Peng?” chiesi a tutti e a nessuno in particolare. “Peng? È un nome che gli hai affibbiato tu sul momento?” chiese stupita Dalia. “No, affatto. Si chiama proprio così, Peng.” “Ma come fai a saperlo? Te lo ha detto lui?” domandò sempre più stupita Dalia. “Non spiccica un parola di italiano” disse Corrado. “Me lo ha detto uno dei ceffi che lo cercava, ammesso che sia il suo vero nome. Proviamo a richiamare la sua attenzione pronunciandoglielo.” Il ragazzino era seduto al solito con le gambe incrociate. Sembrava assorto nei suoi pensieri. Una specie di stato di meditazione. “Peng?” La reazione fu inequivocabile. I suoi occhi, come quelli di un gatto si sintonizzarono con i miei. Era proprio lui. Non che avessimo risolto niente del mistero

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