XXXI

878 Parole

XXXI Alberto s’incamminò lentamente andando alla ventura, col sigaro in bocca, il viso pallido, l’occhio ardente e fisso dinanzi a sé, guardando macchinalmente il lago, i monti, la gente che incontrava. L’aria fresca del mattino facevagli dilatare i polmoni con forza, e sembrava infondergli un’esuberanza di vita. Il canto degli uccelli, i mille profumi dei campi, i primi raggi del sole lo penetravano vagamente, sottilmente, con un’altra fisonomia, quasi gli appartenessero e fossero al mondo soltanto per lui, incarnandosi confusamente in una immagine fitta nel cervello, nel cuore, dinanzi agli occhi. Il suo pensiero era inerte e vertiginoso; tutti gli avvenimenti di quella notte si urtavano confusamente nella sua memoria fra di loro, e l’abbagliavano con una specie di luminosa intermittenz

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI