XXXIX

1319 Parole

XXXIX Erano trascorsi parecchi anni, ed Alberti aveva ricominciato a far la vita di prima, peggio di prima, abusando di tutto, esagerando il male, che cercava egli medesimo, calunniando il bene che non poteva raggiungere per fiacchezza di carattere, incallendosi in uno scetticismo di parata perché non conosceva altre donne all’infuori di quelle che alimentavano la sua vanità o i suoi piaceri - vanitose e capricciose come lui - e perché non aveva altri amici, all’infuori di quelli coi quali s’era battuto per un’amante o per una partita di giuoco. Possedeva tutte le disgrazie: l’immaginazione calda, l’indole fiacca, il cuore sensibilissimo, ma non temprato da affetti domestici, ed una certa agiatezza che gli permetteva di vedere la vita da un lato solo. Cotesta vita era stata occupata solta

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