LAURA 6 settembre. — Sono venuta a casa col cuore pieno. Egli mi ha parlato con un cinismo rivoltante. Non avevo più fiato. Le idee mi andavano sottosopra e soventi volte il sangue mi rifluiva al cervello. Per la strada vedevo doppio. Le persone mi turbinavano dinanzi gli occhi come gente in lotta fra di loro. Mi sono gettata nella poltrona così com'ero, con la veste di fular e la mantellina di mussola. Sono rimasta con la testa al dorsale, con gli occhi velati di lacrime, con frequenti attacchi di singhiozzi, con scoppi di pianto e brividi spasmodici per un tempo indeterminato. Credevo di lasciarvi l'anima. Mi sono sentito le mani tremolanti della madre che mi esortava alla calma, sulle guance bagnate dal mio dolore, senza potere uscire dall'ambascia. Povera vecchia, tu non sai come io a

