Non sapeva bene le ore, ma tutto gli diceva che il treno se non era già passato doveva essere lì lì per passare. Si curvava, si drizzava in piedi, si allungava verso tutti i punti, senza vedere anima viva. E tuttavia ci doveva essere in giro qualcuno. Perché il suo udito che gli aveva sempre servito bene, sentiva dei piedi che saltavano da una parte e dall'altra, ora colla mollezza del gatto e ora collo strepito dei piedi che affondavano nella sabbia secca. Non c'era più dubbio. Ne aveva sentito l'andamento delle persone trafelate. A mano a mano che i rumori gli divenivano più distinti, si piegava su sé stesso come per perdersi nella ghiaia. «Buona sera, Andrea». Sarebbe andato sulle ginocchia se non vi fosse già stato. La buona sera gli fece l'effetto di un fulmine a ciel sereno o di un

