Mi sorride e poi fa un cenno verso Viktor. «Allora, questo omone è il tuo ragazzo, presumo?» «Sì» lo interrompe Viktor con forza. «Lo sono.» Mio papà tende una mano e dice: «Mike Woods.» Viktor gliela stringe. «Viktor Demoskev.» «Oh, so perfettamente chi sei. Il Russo Pazzo, il Demonio Picchiatore, un grande, spaventoso, massiccio figlio di puttana. Che non lascia passare un puck senza una rissa.» «Segui l’hockey?» gli chiede Viktor. «È più di un semplice seguire» risponde mio papà, guardandomi. «Ma lasciami parlare con mia figlia per un minuto prima di arrivare a questo.» Si gira verso di me, mi prende entrambe le mani tra le sue sul tavolo. «Mia dolce Scarlett. Oh, che bella, giovane donna sei diventata. Mi addolora non aver potuto scriverti o chiamarti.» «Pensavo che fossi morto

