Quella notte non riuscì a prender sonno. Sentì battere le ore una dopo l’altra. Ma per quanto cercasse non riusciva ad addormentarsi. Continuamente riviveva con l’immaginazione l’episodio terrificante delle sabbie mobili, a partire dal momento in cui Saft Tammie aveva rotto il suo abituale silenzio per metterlo in guardia; e continuamente si poneva una domanda: “Sono tanto vanitoso da rientrare nella categoria dei pazzi?”. La risposta gli giungeva sempre nelle parole del profeta: “Vanità fra le vanità! Tutto è vanità! Trovati faccia a faccia con te stesso e pentiti prima che le sabbie mobili ti inghiottiscano”. Nella sua mente si faceva strada l’idea che il suo destino era pronto a compiersi tra quelle sabbie mobili, dato che egli si era già rispecchiato in se stesso. Alle luci dell’alba

