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2056 Parole

“Come osi rivolgerle la parola” sillabò, livido di collera. Sfacciato e indifferente al pericolo che correva, Decimus eruppe in una risata di pancia, senza alcun controllo. Mancava poco che si rotolasse convulsamente sul pavimento, ma mentre Amulio si chiedeva che diamine gli fosse successo per avere atteggiamenti tanto folli, Decimus gli si avvicinò di scatto, portandosi con il collo proprio sotto le sue zanne. “Oso, oso” sussurrò, la voce ora fredda e granitica. “Ma se non l’hai capito, te lo spiego adesso: ti toglierò tutto, Lizzie. Ogni cosa che per te abbia valore. La tua donna” affermò, con disprezzo, come se fosse un oggetto inanimato, spendibile. “Il tuo onore. Il tuo branco, quello elettivo e quello di nascita. A proposito, hai già sentito la povera Kaya?” “Kaya chi?” replicò d

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