CAPITOLO VENTOTTO Con la pistola che le riempiva la tasca della giacca e le dita che la stringevano, Keri coprì con passo tranquillo, come niente fosse, gli ultimi tre metri che conducevano alla porta, in attesa del rumore di un grido di avvertimento o di uno sparo. Non udì nessuno dei due. Combatté la frenesia di mettersi a correre. Non voleva agire in modo sospetto, nel caso in cui qualcuno la stesse guardando. Dopo quella che sembrò un’eternità, oltrepassò la porta aperta. Sospirò di sollievo, poi si guardò intorno. Pareva trovarsi nella cucina, che era grande e addobbata. Sembrava pensata per un ristorante a pieno servizio. Fece saettare gli occhi per la stanza, in cerca di segni di movimento. Non vedendo nulla, proseguì rapidamente verso quella che sembrava una piccola mappa del co

