CAPITOLO VENTICINQUE Sarah si teneva stretta alle stecche di metallo del grosso telaio come se ne valesse della sua vita. Il camion correva veloce su una strada piena di buche. Riusciva a udire delle sirene alle loro spalle. Gli ultimi dieci minuti l’avevano così disorientata che non sapeva interpretarle. Dopo aver urlato fino a diventare rauca in mattinata, alla fine aveva smesso e si era semplicemente distesa sul pavimento del telaio, rassegnata al suo destino. Dopo un po’ era stata in grado di capire che avevano raggiunto il confine perché il camion aveva rallentato fin quasi a fermarsi. Alcuni momenti dopo aveva udito un forte cigolio e sulle stecche si erano chiuse una serie di grate metalliche, lasciando lei e le altre ragazze al buio più completo. Alcune avevano preso a frignare

