CAPITOLO TRENTOOTTESIMOStava a Washington da un anno. Era stanca dell’ufficio. Il lavoro era tollerabile, assai più tollerabile di quello casalingo, ma non aveva nulla d’avventuroso. Stava prendendo il tè con i crostini alla cannella, tutta sola, a un tavolinetto rotondo sulla terrazza della Pasticceria Rauscher, quando quattro giovanette entrarono chiacchierando animatamente. Ella si sentiva giovane e dissipata, soddisfatta del suo vestito nero e verde foglia, ma quando le vide, con le loro caviglie sottili e il loro mento morbido, diciassette o diciotto anni al massimo, fumare sigarette con elegante indolenza, quando le udì parlare di pochades e del desiderio di scappare a Nuova York per « vedere qualche cosa di veramente piccante», si sentì vecchia e rustica e comune, desiderosa di ri

