51 Sara Sto andando alla deriva nella fluttuante oscurità, con i sensi che si alternano tra la stordita consapevolezza e il vuoto totale. Quando riesco a pensare, mi rendo conto del dolore, ma posso anche soffermarmi su altri stimoli... come le voci. "Come hai potuto farlo? Non immagini cosa farà al suo ritorno? Dovevamo tenerla al sicuro." È una voce maschile, dura e minacciosa. Conosco l’uomo a cui appartiene, ma il palpitante dolore alle tempie diventa insopportabile ogni volta che cerco di pensare al nome. "Sono state le tue guardie a inseguirla. Avresti potuto lasciarla andare" ribatte una voce femminile. La donna sembra arrabbiata. So che ha un nome straniero ed esotico, ma sono troppo confusa per ricordarlo. "Stava abusando di lei, Lucas—" Sì, Lucas, proprio così, ricordo con s

