Il silenzio rimbalzò senza sosta tra di noi, come una palla da ping pong in un match infinito. Avanti e indietro, avanti e indietro, carico di tutto quello che non stavamo dicendo. — Cosa diavolo mi hai fatto? — Riuscii solamente a domandare, interrompendo finalmente quella tensione insopportabile. La mia voce suonò piccola, vulnerabile. Odiavo come suonava. Ma dovevo saperlo. Dovevo capire cosa fosse quella... quella cosa. Quel controllo. Si pizzicò lievemente l'attaccatura del naso con pollice e indice, chiudendo gli occhi per un breve istante. Lo vidi soppesare attentamente ogni pensiero prima di esprimerlo a parole, come se stesse decidendo esattamente quanto rivelarmi. — Ci sono molte cose da spiegare, Jolie. — Disse finalmente, riaprendo gli occhi. — Ma prima che io possa anche s
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