67° la più esperta del bordello Il rumore dei tacchetti delle scarpe da calcio lungo il corridoio. Di nuovo. Gli altoparlanti che annunciano le formazioni. Di nuovo. Procedendo lentamente verso il manto erboso. Di nuovo. È proprio là che stanno andando i giocatori. Di nuovo. È proprio là che sto andando anch’io. Di nuovo. Affrontando il mio passato nella quarta giornata di campionato. Per la prima volta. Mentre imbocco l’ultimo tratto del sottopassaggio che conduce al campo, mi aggrappo stretto al messaggio inviato oggi da Giorgio, fissato come un post-it nella mia memoria: “Lasciali stare, Vincè. Non li ascoltare. Chiudili fuori dalla tua testa.” A pochi metri dall’uscita del tunnel. Di nuovo. Il rumore della folla è sempre più incombente. Di nuovo. Il tempo presente è sempre più asfi

