8. Andò quasi a sbattere contro Anton, che incrociava con aria indecisa nel corridoio. «Signore» disse, in tono rammaricato. «La stavo per venire a svegliare». I monitor. Bowie aveva del tutto dimenticato di essere sotto l’occhio di una telecamera. Naturalmente il circuito chiuso trasmetteva in tempo reale anche nello studio di Anton. Doppia sicurezza. Aveva una mezza idea di cancellare i nastri. «Sì, lo so» rispose, secco. «E sai anche che non stavo dormendo, quindi non mi rompere. Invece aggiornami mentre saliamo». «Ha chiamato Sal Gambini, signore. Dice che il lavoro diventa più urgente di ora in ora». «Richiamalo e digli che me ne occupo oggi pomeriggio. Ho già pensato a dove appostarmi. Lui sarà lì intorno alle quattro». Entrarono nell’ascensore e Bowie premette il pulsante per

