Quando la vedo ruotare le anche, sono sicuro che non è né spaventata né tantomeno traumatizzata. La mia lupa ama quello che ho in serbo per lei. Prendo la chiave della stanza di Sedona per scendere di corsa due piani, dove si trova la mia, e recuperare la borsa con i giocattoli che ho comprato. I miei occhi si fissano su Sedona nel momento in cui rientro e non posso più staccarglieli di dosso. Tutto in lei mi ipnotizza: la pelle liscia, i seni sodi, la pancia piatta, il monte di Venere perfettamente rasato. Lei mi guarda, stringendo le cosce tra loro come se avesse bisogno di sollievo. E io ho proprio intenzione di fornirglielo. Dopo una giusta torturina. “Oh, ángel.” Mi sbottono rapidamente la camicia avvicinandomi al letto. “Non posso credere di non aver ancora succhiato questi capezzo

