CAPITOLO XI Un giorno in autunno Efix andò in casa di don Predu. C’erano solo le serve, una grassa e anziana che si dava le arie imponenti della sorella del Rettore, l’altra giovane e lesta benché afflitta dalle febbri di malaria; ed egli dovette attendere nella stanza terrena, divagandosi a guardare nel vasto cortile i graticoli di canna coperti di fichi verdi e neri, d’uva violetta e di pomidoro spaccati velati di sale. Tutta la casa spirava [72] pace e benessere: sui muri chiari tremolava l’ombra dei palmizi e tra il fogliame dorato dei melagrani le frutta rosse spaccate mostravano i grani perlati come denti di bambino. Efix pensava alla casa desolata delle sue povere padrone, a Noemi che vi si consumava dentro come un fiore al buio… «Come sei dimagrito», gli disse la serva anziana,

