2. Fu un tour de force estenuante. Per dirla brutalmente, Syryt non sembrava in grado di fermarsi per più di dieci minuti e io scoprii di non avere nessuna voglia che si fermasse. Lo facemmo nel letto, e per terra, e in piedi, e di nuovo nel letto. Mentre riprendevamo fiato, esausti, ricominciavamo ad averne voglia. Non parlammo quasi. Ci baciavamo, leccavamo, mordevamo. Le nostre mani cercavano la nostra carne, i nostri corpi si trovavano a vicenda. «Mi sei mancata» disse lui, a un certo punto, quando ormai eravamo esausti e assonnati. «Mi chiedevo se ti avrei rivista. Ti immaginavo danzare tra gli alberi e poi ti immaginavo danzare su di me. Ma non avrei mai pensato che saresti tornata». Mi allungai contro il suo fianco. Succhiai una ciocca dei suoi capelli per sentirne il sapore.

