Nulla io ti sottraggo di ciò che mi hai dato. Il mio corpo, questa infinitesima parte, ti starà sempre congiunta sotto altre forme. Il mio spirito – se morrà con me, si modificherà con me nella massa immensa delle cose – e s'egli è immortale! – la sua essenza rimarrà illesa. Oh! a che più lusingo la mia ragione? Non odo la solenne voce della Natura? Io ti feci nascere perché tu anelando alla tua felicità cospirassi alla felicità universale; e quindi per istinto ti diedi l'amor della vita, e l'orror della morte. Ma se la piena del dolore vince l'istinto, che altro puoi tu fare se non correre verso le vie che io ti spiano per fuggir da' tuoi mali? Quale riconoscenza più t'obbliga meco, se la vita ch'io ti diedi per beneficio, ti si è convertita in dolore? Che arroganza! credermi necessario

