Titus Io e Sunny incontriamo i lupi di Taos nel luogo e all’ora stabilita. “Ciao, ragazzi!” Sunny mostra sempre il suo sorriso abbagliante e agita il braccio dalla porta. Sono in quattro, seduti a un tavolo nell’angolo, e sorseggiano della birra. Sono gli stessi tre che abbiamo già conosciuto e un altro che mostra lo stesso aspetto militaresco. Si voltano a guardarci. Rafe fa un gesto quasi impercettibile, alzando appena il mento. “Ehi,” prova di nuovo Sunny quando ci sediamo. Si china verso il tavolo e tende la mano verso il tizio che non conosciamo. “Sono Sunny.” È più giovane degli altri, probabilmente verso i trenta, con il bell’aspetto di un Capitan America. “Channing.” Il suo sorriso, con tanto si fossette, è radioso come quello di Sunny. Un ringhio sommesso mi sale dalla gola

