«Storm.» disse Evey, fermandosi lentamente davanti a lui. Stava monitorando i movimenti di tutte le persone nel parcheggio quando aveva notato una forma di vita a una certa distanza dalle altre. Con tutta l’attività all’ingresso, nessuno se n’era accorto quando lei aveva messo in moto e si era diretta verso la zona buia del parcheggio. Eseguendo una scansione, Evey aveva scoperto che era Storm e che i suoi parametri vitali non erano buoni. «Ehi, dolcezza... potresti abbassare un po’ i fari?» sussurrò Storm con voce roca, riparandosi gli occhi da quella luce infernale che gli stava letteralmente trapanando il cervello. Evey spense subito i fari e fece retromarcia, per poi avvicinarsi di nuovo ma dal lato del passeggero. Lo sportello posteriore si aprì da solo. «Le mie scansioni mostrano

