Capitolo Ventitré “La cucina è in fondo al corridoio.” Mi fa strada. Mentre camminiamo, osservo tutto. L’appartamento è enorme, specialmente per New York. L’arredamento mi ricorda il nostro ufficio: freddo, moderno, immacolato. Però, a differenza dell’azienda, qui ci sono anche tocchi umani. In particolare, poster della serie di film Matrix. E intendo una miriade di poster. In più lingue. Di ogni personaggio. Ci sono anche manifesti correlati per vie traverse, come quello che riporta: “Nella Russia sovietica, è il proiettile a schivare te”. Entriamo in cucina. “Accomodati.” Preme un pulsante su una macchinetta per il caffè espresso. “Latte, zucchero?” “Solo nero va bene.” Mi lascio cadere su uno sgabello cromato. “Dunque, fammi indovinare. Matrix è il tuo film preferito.” Inclina l

