Ma questa volta andò in modo diverso. I due intrusi si presentarono come ufficiali inviati dal Tribunale per arrestarlo, lo legarono mani e piedi in modo che non potesse né scappare, né reagire, e poi iniziarono a perquisire con cura tutta l’abitazione. La prima cosa che interessava il Cardinale fu trovata quasi subito: il libro contabile attestante il versamento di diecimila fiorini, eseguito solo tre mesi prima dal nobile Guglielmo Franciolini, Capitano del Popolo di Jesi, nonché noto commerciante. Ben più difficile si rivelò l’impresa di ritrovare il denaro. I due militari, dopo aver rovistato la casa da cima a fondo, compresi sgabuzzini vari, cantina, soffitta e qualsiasi altro pertugio, si resero conto che lì non c’erano che pochi spiccioli bastanti sì e no a Giosuè per comprarsi da m

