CAPITOLO 1
CAPITOLO 1: "Te lo prometto"
Tre anni fa.
La musica si leva, dolce e inebriante, come un sussurro di seta che scivola sulla pelle degli invitati. La chiesa di Saint-Martin è sommersa di fiori bianchi – migliaia di gigli, rose e orchidee che profumano l'aria di un aroma inebriante. Le vetrate proiettano arcobaleni di luce sulle panche in quercia, dove le famiglie Donovan e Carter sono sedute, sorridenti, impeccabili, perfette.
Liana Carter è in piedi davanti all'altare.
Non è mai stata così bella in tutta la sua vita.
Il suo abito è una cascata di pizzo e raso che cade sui suoi fianchi come una promessa. I suoi capelli castani, sciolti, danzano sulle sue spalle nude, accarezzati dal soffio discreto dell'organo. I suoi occhi, di un verde profondo come le foreste che amava percorrere da bambina, sono velati di lacrime.
Non lacrime di tristezza.
Lacrime di gioia pura, assoluta, quasi dolorosa tanto è intensa.
Davanti a lei, Kaël Donovan la guarda come se fosse l'unica donna sulla Terra.
È magnifico nel suo abito nero su misura. I suoi capelli biondi, abitualmente pettinati con rigore millimetrico, sono leggermente arruffati dall'emozione. I suoi occhi azzurri, che lei ha imparato a leggere come carte nautiche, sono lucenti, umidi, vulnerabili.
Kaël Donovan non è mai vulnerabile.
Tranne davanti a lei.
«Sei venuta,» mormora lui, la voce rauca di emozione.
Lei ride dolcemente.
«Ho fatto tutta questa strada. Ne avrei fatta cento volte di più.»
Il prete sorride. Ha officiato centinaia di matrimoni, ma sente che questo è diverso. C'è nei loro sguardi un'intensità quasi inquietante, una fusione delle anime che va oltre le semplici parole.
«Siamo riuniti oggi,» comincia, «per celebrare l'unione...»
Ma Liana non sente quasi nulla. È persa negli occhi di Kaël.
Ricorda il primo giorno.
Una biblioteca universitaria, due anni prima. Lei, china su un libro polveroso di letteratura vittoriana. Lui, in piedi contro uno scaffale, che la guardava senza guardarla, come se avesse paura di essere scoperto. Lei aveva alzato gli occhi. I loro sguardi si erano incrociati.
Il tempo si era fermato.
Lui aveva detto: "Sono perso."
Lei aveva risposto: "Anch'io."
Ed erano caduti l'uno nell'altra come si cade in un abisso. Senza paura, senza esitazione.
«Liana...»
La voce del prete la riporta al presente.
«Accetti di prendere Kaël come sposo, nel bene e nel male?»
Lei inspira profondamente. Le sue dita, all'interno dei guanti di pizzo, tremano. Il suo cuore batte così forte che è certa che Kaël possa sentirlo.
«Sì.»
Una parola semplice. Una parola che sigilla tutto.
«Kaël, a te. Accetti di prendere Liana come sposa?»
Kaël non risponde subito.
La guarda, la guarda davvero, come se volesse incidere ogni dettaglio nella memoria. La curva delle sue labbra. La piccola cicatrice sul mento, ereditata da una caduta in bicicletta. Il modo in cui una ciocca dei suoi capelli cade sul suo occhio sinistro.
Prende la sua mano.
Le sue dita sono calde. Ferme. Avvolgono le sue con una tale delicatezza che lei resta senza fiato.
«Ti faccio una promessa,» dice, e la sua voce è così bassa che è quasi un sussurro.
Il prete lo guarda, interdetto. Non è nel copione. Ma non lo interrompe.
«Qualunque cosa accada, Liana. Qualunque siano le tempeste, le bugie, le prove. Non ti tradirò mai.»
Le parole cadono nella chiesa come campane di cristallo.
Un brivido percorre la folla. Eleanor Donovan, la madre di Kaël, seduta in prima fila, ha un sorriso troppo educato, troppo perfetto. Le sue dita si stringono sulla borsa Hermès, contratte. William Donovan, il padre, è impassibile, una statua di marmo.
Sébastien, il fratello maggiore di Kaël, si tiene appena dietro di lui. Ostenta un sorriso sereno. Ma i suoi occhi... i suoi occhi scuri, colore cenere, non guardano l'altare.
Guardano Liana.
E c'è nel suo sguardo qualcosa di strano. Un bagliore. Un'attesa. Come un predatore che osserva la sua preda prima di colpire.
Liana non lo vede.
Vede solo Kaël.
«Te lo prometto,» ripete lui. «Sulla mia vita. Sull'amore che provo per te.»
Lei sente le lacrime scorrere sulle guance.
«Ti credo,» mormora. «Ti crederò sempre.»
Il prete tossicchia, un po' destabilizzato.
«Ebbene... vi dichiaro quindi marito e moglie. Potete baciare la sposa.»
Kaël la prende tra le braccia.
Il suo bacio è dolce, quasi timido. Le sue labbra sfiorano le sue come una piuma. Lei sente le sue dita scivolare tra i suoi capelli, la sua mano posarsi sulla sua nuca, il suo pollice accarezzare la sua mascella.
È un bacio che sa di cielo.
La folla applaude. I flash scattano. Il padre di Liana, Henry Carter, è in prima fila, le lacrime agli occhi. È così fiero di sua figlia.
Liana è felice.
È perdutamente, ciecamente, follemente felice.
Il ricevimento è una favola.
Il castello dei Donovan, una dimora dell'Ottocento incastonata nelle colline della costa orientale, è illuminato a mille luci. Ghirlande di cristallo pendono dai lampadari. I tavoli sono coperti da tovaglie di seta bianca, porcellane fini, fiori freschi che profumano l'aria di gelsomino.
Liana balla.
Balla con Kaël, e i suoi piedi non toccano quasi il suolo. Lui la fa girare, la solleva, la riprende con una precisione perfetta. Ride, una risata libera, rauca, che lei non ha mai sentito in vita sua.
Kaël è serio, di solito. Kaël è il figlio perfetto, l'erede modello, il businessman spietato. Ma stasera è solo suo marito. Stasera è suo.
«Non mi abituerò mai a questo,» dice lei.
«A cosa?»
«A vederti così. Felice.»
Lui smette di ballare. La prende per le spalle, la guarda negli occhi.
«Sei tu che mi rendi felice, Liana. Solo tu.»
La bacia. Più profondamente. Più intensamente. Le sue mani scivolano sui suoi fianchi, la stringono contro di sé. Lei sente il suo cuore battere, il suo respiro accelerare.
Si sente desiderata.
Si sente al sicuro.
Si sente a casa.
In un angolo della sala, una sagoma si tiene nell'ombra.
L'invitato misterioso. Un uomo di mezza età, il viso a metà nascosto dall'oscurità, un bicchiere di whisky in mano. Osserva Liana e Kaël ballare, e un sorriso strano fluttua sulle sue labbra.
Un sorriso che non è un sorriso.
È una promessa.
Una promessa di distruzione.
Lontano dalla folla, in un giardino silenzioso, Chloé Reid, la migliore amica di Liana, è sdraiata su una sedia a sdraio. Sorride alle stelle. Le sue labbra rosse, perfette, hanno un sapore di vittoria.
Ha appena ricevuto un messaggio da Sébastien.
"Tutto procede come previsto. Continua a farle fiducia. Non sospetta nulla. Tra tre anni non avrà più nulla. E tu avrai tutto ciò che meriti."
Chloé ridacchia.
Ripensa al sorriso radioso di Liana durante la cerimonia.
Povera ingenua.
Più tardi, molto tardi, dopo che gli invitati sono partiti e l'ultima coppa di champagne è stata svuotata, Kaël porta Liana fino alla loro suite.
Lei ride, aggrappata al suo collo, il suo abito che striscia dietro di lei come una scia di stelle.
«Mi farai cadere, Kaël!»
«Mai. Non ti lascerò mai cadere.»
La adagia sul letto. I loro corpi affondano nelle lenzuola di seta bianca. La luna, piena e rotonda, illumina la stanza di una luce argentata.
Lui si china su di lei.
«Sei così bella,» mormora. «Così bella che mi fa male.»
Lei posa la mano sul suo viso, accarezza la sua mascella, le sue labbra.
«Allora farmi ancora più male.»
Lui sorride. Un sorriso malizioso, quasi diabolico.
E la bacia.
Non è più il bacio timido dell'altare. È un bacio selvaggio, profondo, divorante. Mordicchia il suo labbro inferiore, giusto per farle emettere un piccolo grido. Lei risponde, afferra i suoi capelli, lo tira contro di sé.
I loro vestiti cadono uno a uno. Il suo abito scivola sulle sue spalle, il pizzo si accartoccia contro la sua pelle. Lui si ferma, la guarda, gli occhi lucidi di desiderio e adorazione.
«Voglio ricordare ogni dettaglio,» dice. «Ogni centimetro di te.»
Scende, lentamente. Le sue labbra tracciano un sentiero di fuoco sulla sua gola, le sue clavicole, la curva dei suoi seni. Lei inarca la schiena, ansima, le sue dita affondate nei suoi capelli.
«Kaël...»
«Sono qui. Sono sempre qui.»
La possiede con un'intensità quasi dolorosa. Ogni movimento è una dichiarazione. Ogni sospiro è una preghiera. I loro corpi si intrecciano, si cercano, si trovano. La camera è piena dei loro ansiti, del rumore dei loro baci, del fruscio delle lenzuola.
«Ti amo,» dice lei, la voce spezzata.
«Ti amerò sempre,» risponde lui.
E quando lei raggiunge il culmine, grida il suo nome. Lui la segue, stringendo il suo corpo con una tenerezza feroce.
Restano abbracciati, senza fiato.
La luna splende.
Il mondo è perfetto.
Liana è felice.
Non sa che non lo sarà mai più.
Tre anni dopo, verrà arrestata per un crimine che non ha commesso.
Tre anni dopo, Kaël le volterà le spalle.
Tre anni dopo, saprà che la promessa era solo una menzogna.
Ma stasera, stasera dorme tra le braccia dell'uomo che ama.
E sogna.
Sogna un mondo in cui i tradimenti non esistono.
Sogna un mondo in cui l'amore basta.
Si sbaglia.
Ma il prezzo del tradimento, non lo pagherà da sola.
Il mondo pagherà con lei.