III FUOCHI D’ARTIFICIO È quasi l’una e mezzo quando ci fermiamo davanti a un bel caseggiato. Pago il tassí mentre lei apre lo sportello. Entriamo nella cabina dell’ascensore, poi percorriamo un corridoio ed ella preme il bottone del campanello sulla porta di fondo. La casa è lussuosa. Tappeti spessi e arredamento di buon gusto. Immagino che questo Sergio abbia un conto corrente alla banca. Ella suona due o tre volte ma non accade nulla. Poi mi guarda con un sorrisetto e alza le spalle. — Sergio è un bel tipo – mi fa. – Quando gli ho telefonato mi ha detto che sarebbe stato felice della nostra visita. Ora pare che sia uscito. Immagino che non tarderà a tornare. Apre la borsetta e ne tira fuori una chiave. Apre la porta e accende la luce dell’anticamera. Chiudo la porta dietro di me e l

