Veramente ella gli sembrava ingigantita e tale che la sua carezza non potesse percorrerla. Veramente ella era come l'Aurora, scolpita nel masso della doglia umana e sol cinta sotto le mammelle della zona che è come quel cerchio che divide in giorno e in notte la sfera del mondo, non vergine ma sterile e affaticata dall'ansia perpetua della maternità inespressa. — Conoscimi — ella diceva — conoscimi, prima che io mi separi da te, prima che tu mi lasci. Metti la tua pena contro la mia pena. Tenta di scuotermi e di sollevarmi per sentire il peso di quel che dentro mi pesa più della mia carne. Fammi sanguinare ancóra, se non sai ancóra di che sa il mio sangue. Fammi ancóra male, amor mio dolce, fammi sempre più male finché tu mi somigli; perché in nulla possiamo somigliarci se non nella crude

