CAPITOLO DICIANNOVE L’appartamento di Hambry faceva parte di uno di quei complessi abitativi che sembravano uguali a tanti altri: semplice, non pulitissimo, anonimo. Poiché erano da poco passate le dieci di sera ed era un giorno feriale, c’erano buone probabilità che Hambry fosse in casa. Mackenzie ed Ellington si unirono a Penbrook e O’Doul sul marciapiede. La notte era tranquilla e sembrava che nell’edificio non ci fosse anima viva. In lontananza, qualcuno portava a spasso il cane; dal retro dell’edificio giungeva una risata femminile. Una sera come tante. Mackenzie cercò di tenerlo a mente. Era fin troppo facile lasciarsi prendere dall’eccitazione per quello che poteva accadere. Di solito ricordare a se stessa che quella era solo un’operazione di prassi nel suo lavoro bastava a farle

