CAPITOLO VENTISEI Tano si intrufolò nel castello, guardandosi attorno a ogni passo per scorgere eventuali guardie che potessero essere in attesa. Non poteva permettersi di lasciarsi catturare prima di fare la sua offerta a suo padre. Si spinse in una nicchia dietro a un drappo mentre delle guardie passavano oltre, non osando respirare mentre i passi riecheggiavano davanti al suo nascondiglio. Rimase immobile fino a che fu certo che la minaccia fosse scampata, poi continuò sulla sua strada. Conosceva i passaggi segreti attraverso il castello bene come chiunque. Aveva corso tra i corridoi e i passaggi da bambino, imparando ogni nascondiglio, schivando i suoi tutori o giocando con altri bambini del castello quando nessuno era attorno a dirgli che non poteva. Ora gli tornava utile, permette

