CAPITOLO UNDICI Rafe “Boh, sergente. È una pista di merda,” borbotta Channing. Siamo accalcati in un angolo buio, in attesa nella pioggia raggelante. Per le strade di Parigi c’è poca gente. L’unico movimento proviene dai pochi mecenati nascosti in buie soglie illuminate da insegne al neon. Channing sembra un aspirante rapper con jeans larghi, scarpe da ginnastica da settecento dollari e una maglietta col luminoso nome del brand. Mise da discoteca, così da mescolarsi se necessario. Deke è una muta ombra al mio fianco. Io e lui siamo vestiti per combattere. Siamo solo in tre. Lance è rimasto a Taos a badare al forte e alle compagne. “Non abbiamo altro,” gli dico. “Ma la pista è buona. Non c’eri quando mi sono fatto staccare l’orecchio a morsi dall’alfa di Tucson. La sua compagna ha avu

