Or d'improvviso i Latini si ricordavano della prima ala d'uomo caduta sul Mediterraneo, dell'ala icaria composta con le verghe dell'avellano, con l'omento secco del bue, con le penne maestre degli uccelli rapaci. «Un'ala sul Mare è solitaria» aveva gridato il poeta della stirpe, alle vedette. Chi la raccoglierà? Chi con più forte lega saprà rigiugnere le penne sparse per ritentare il folle volo? D'improvviso i Latini rimemoravano il sogno del Nibbio che visitò in culla il novo Dedalo creatore d'imagini e di macchine, il Prometeo senza supplizio, colui ch'ebbe in sé «la radice e il fiore della volontà perfetta»; e quella culla era ardua come il nido stesso del desiderio sovrumano sospeso nell'Ignoto. E riapparivano per baleni di gloria, su piani su colli su laghi d'Italia bella, altre a

