Diavolo d’un Carlos. “Mai, mai entrare da sola in un bar paranormale,” dice severamente, con accento più marcato del solito. L’ascensore si ferma al mio piano. Carlos stacca le mie mani dalla parete della cabina e mi fa ruotare su me stessa, facendo svolazzare la gonna del vestito. “Vieni.” Va dritto verso la mia porta, prendendomi la borsa dalla spalla e recuperando la chiave. Dovrei essere infuriata per questo suo spadroneggiare, e invece no. Continuo a trovare la sua rabbia molto stimolante. Lo so, è strano. Nel momento in cui la porta si apre, Carlos indica la parete opposta. “Mani al muro, come prima.” Cerco di raccogliere un po’ di baldanza, spingendo in fuori un’anca. “Che diritto hai di…” Carlos mi è addosso in due secondi, mi spinge contro alla porta chiusa e preme la bocc

