- Allora non mi vuoi più bene, non ne vuoi più sapere di me? - ripeteva le lacrime agli occhi il povero signor Rambaud. E lei lo osservava senza rispondere, né pareva volerlo più riconoscere. Sicché il degnissimo uomo tornava nel suo angolo col cuore gonfio. Aveva finito per entrare da loro senza il minimo rumore, lasciandosi scivolare nel vano di una finestra, dove, mezzo nascosto da una tenda, trascorreva la serata, zavorrato dal dispiacere e con lo sguardo attonito fisso sull’ammalata. L’abate pure era lì, con la sua grossa testa emaciata su quelle gracili spalle. Sovente poi si soffiava il naso, a schermire le lacrime. Il pericolo che stava correndo la sua piccola amica lo scombussolava al punto da fargli dimenticare i suoi poverelli. Ma i due fratelli avevano un bel rincantucciarsi

