II Quella notte Hélène non chiuse occhio. Si voltolava nelle coperte tutta febbricitante, e non appena pareva che scivolasse nel sonno, sempre la stessa angoscia a svegliarla di soprassalto. Nell’incubo del suo dormiveglia era tormentata da un’idea fissa, avrebbe voluto conoscere il luogo dell’incontro: da questa informazione credeva infatti di trarre motivo di sollievo. Non poteva trattarsi del piccolo ammezzato di Malignon in rue Taitbout, così sovente citato nelle conversazioni dai Deberle. Dove, dunque? Dove? La sua testa si arrovellava del tutto indipendentemente da lei, lei che della sua stessa avventura aveva tutto dimenticato - per impelagarsi in quella ricerca nervosa nonché tramata da sordi aneliti. Quando sorse il sole si vestì e si sorprese nell’atto di profferire sonoramente

