IV Supino dentro una poltrona e con le gambe lunghe distese verso il gran fuoco fiammeggiante, Malignon attendeva serenamente. Aveva avuto l’accortezza di chiudere le tende alle finestre e di accendere le candele. il primo locale, quello in cui si trovava, era vivacemente rischiarato da un lampadario e due candelabri. All’opposto nella camera da letto: dove regnava l’oscurità, e solo un piccolo lampadario di cristallo riforniva l’ambiente di un timido crepuscolo. Malignon estrasse l’orologio. - Diavolo! Vuoi dire che anche oggi mi lascerà qui come un allocco? Sbadigliò. Aspettava da più di un’ora, e non si divertiva punto. Si levò per dare uno sguardo ai preparativi: la sistemazione delle poltrone non era di suo gusto, sicché spinse un amorino davanti al caminetto. Le candele bruciavano

