IV Quando madame Deberle apprese della morte di Jeanne, pianse a calde lacrime, e traversò due giorni di profonda disperazione. Fu una cosa bruciante al di là di ogni possibile immaginazione. Salì per gettarsi al collo di Hélène. Una volta lassù una parola captata al volo le diede l’idea di provvedere per la piccola defunta un funerale solenne, e da questa idea fu poi interamente assorbita. Si metteva a disposizione, si faceva carico dei minimi dettagli. Ma Hélène, prosciugata dalle lacrime, se ne stava lì su una sedia, annientata. Il signor Rambaud, che in quel frangente faceva le sue veci, perse il senno. Acconsentì con vistose effusioni di gratitudine. Anche Hélène si destò un attimo, per dire che voleva i fiori, moltissimi fiori. Allora senza perdere nemmeno un istante madame Deberle

