Seth guardò prima me e poi Dax, e poi ancora me. “Quindi, tu ne volevi uno grosso e minaccioso, eh?” Dax emise un ringhio di avvertimento, ma io scoppiai a ridere piena di gioia. “Sì. Credo di sì.” Diedi un buffetto a Seth e sorrisi. “Ora, se vuoi scusarci, devo prendermi cura del mio alieno spaziale, dal momento che ha la febbre.” Seth grugnì. “Gesù, sorella, non ho bisogno di sapere queste stronzate. Troppe informazioni.” Andò alla porta e la aprì. “Va’. Curalo. Fai quello che vuoi, ma non di fronte a me.” Dax fece un passo avanti e, con mia sorpresa, protese di nuovo la mano verso mio fratello in offerta di amicizia. “Porterò la mia compagna su Atlan, Seth. Sarai sempre il benvenuto a casa nostra.” Seth fissò la mano protesa, poi la strinse come fanno i guerrieri. “Prenditi cura di

