XIX

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XIX Quando Luigi Mazza riaprì gli occhi erano quasi le sette di sera. “Hai dormito abbastanza”, esordì il fratello, “sono le sette.” “Mmm... pensavo che non ci sarei riuscito.” “La cena!”, urlò un inserviente, irrompendo nella stanza con un vassoio. Sopra c'era un piatto con minestrina in brodo, uno spicchio di formaggino molle e una mela cotta al forno. “Questo è per lei, buon appetito”, disse. Dopo qualche minuto, Luigi Mazza cominciò a mangiare. “Quando avrai finito io andrei a casa, se non ti dispiace. Sono piuttosto stanco”, disse Mario. “Certo, non ti preoccupare. E' giusto che anche tu possa riposare: stai facendo moltissimo per me e ti ringrazio per questo.” “Sei mio fratello, quindi è un mio dovere.” Dopo circa mezz'ora, Mario se ne andò a casa. “Me la saprò cavare anch

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