VI.

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VI.Verso la fine d’ottobre del 1840, vale a dire ventiquattro anni dopo gli avvenimenti narrati, una sera, a Roma, un tale – che dall’aspetto e dal vestire appariva francese – proseguiva per Trastevere a passi lenti. Alto di statura, pareva un giovane sui ventotto anni: la bellezza virile e ardita, lo sguardo fiero e mite allo stesso tempo, la fronte spaziosa, sulla quale appariva di già quel solco precoce e profondo, che non è forse una ruga, ma rivela i dolori prematuri e le misteriose tristezze del pensatore e dell’artista, l’ammirabile insieme, in una parola, di energica gioventù e di malinconia profonda, attraevano l’attenzione curiosa e la segreta ammirazione dei trasteverini. Il giorno volgeva alla fine, ma un ultimo raggio di sole si spegneva nel Tevere, illuminava la cima dei monu

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