IX.Tuttavia, l’aurora della domenica tanto desiderata da Cerise sorgeva infine, e la giovinetta, sveglia sin dall’alba, s’era affrettata a dare l’ultima mano ai preparativi del suo abbigliamento, terminando una cucitura della sua veste nuova e ornando di un ultimo nastro il suo modesto cappellino. Poi aveva messo in ordine la casa con la squisita pulizia delle sartine parigine, ed era scesa a comprare il pane e il latte della sua colazione. Era giunto così mezzogiorno, ed ella stava per uscire, quando udì bussare dolcemente. «Avanti!», disse Cerise, che vide entrare una giovane donna, pallida, vestita di nero, e d’una bellezza dolce e triste a un tempo. «Ah!», disse la fioraia con un certo rispetto, «siete voi, signorina Jeanne? Quanto siete buona venendomi a trovare!», aggiunse poi stri


