CAPITOLO TRENTACINQUE Ra, capo supremo di Pandesia, sedeva sul suo trono d’oro nella grande sala dei troni al centro della grandiosa capitale di Pandesia e stringeva i denti guardandosi attorno, torreggiante al di sopra delle sue decine di consiglieri, infuriato per il foglio che aveva davanti. Un messaggero era inginocchiato davanti a lui, tremante, consapevole. Il suo glorioso Ra non amava le cattive notizie ed era pericoloso consegnargliene. Ra, alto più di due metri, con la pelle olivastra, trecce dorate per capelli, raccolti dietro la testa, occhi traslucidi, sentiva la rabbia crescergli dentro mentre pensava al messaggio appena letto. Stringeva e apriva i pugni, i muscoli erano gonfi per il caldo, visibili a tutti dato che non indossava che una tunica di catena dorata e un perizoma


