CAPITOLO TRENTASEI Non aveva senso. Vidar si trovava in cima ai bastioni di Volis e guardava verso nord, verso l’orizzonte, verso Le Fiamme, pensieroso. In quel momento il loro tenue bagliore si stava facendo più evidente man mano che il pomeriggio lasciava spazio al crepuscolo e mentre lui stava lì con una decina di fratelli d’armi attorno a lui, tutti gli uomini di Duncan, era perplesso. Da ore sentiva il tremore, una leggera vibrazione sotto il suolo, sotto i piedi, come un tenue terremoto. Per tutta la sua vita a Volis non aveva mai sentito una cosa del genere. Vidar mise le mani sulla pietra e lo sentì di nuovo: un tremore. Si ripeteva circa ogni minuto, poi scompariva allo stesso modo. Sembrava che si stesse facendo più forte. Vidar non riusciva a immaginare di cosa si trattasse.


