– Lo sapevo – disse il vignarolo al notaio. Queste due parole agghiacciarono Cruchot, il quale, malgrado l’impassibilità propria del suo ufficio, sentì un brivido per le vene, pensando che il Grandet di Parigi aveva forse invano implorato i milioni del Grandet di Saumur. – E il figlio, così allegro, ieri... – Non sa nulla ancora, – rispose l’ex bottaio con la stessa calma. – Addio, signor Grandet – disse Cruchot, che aveva capito, e si recò a rassicurare il presidente de Bonfons. Entrando, Grandet trovò già pronta la colazione. Sua moglie a cui Eugenia saltò al collo con viva effusione di cuore prodotta da un segreto affanno, era al solito posto sulla sedia e lavorava dei manichini per l’inverno. – Potete mangiare, potete – disse Nannina scendendo gli scalini a quattro a quattro, – i


