II. Il signor Rochester mi aveva dato soltanto una settimana di permesso e pure non partii da Gateshead se non dopo un mese. Volevo andarmene subito dopo i funerali, ma Georgiana mi pregò di attendere la sua partenza per Londra, perché alfine era stata invitata da suo zio Gibson, il quale era venuto ad assistere alla sepoltura della signora Reed e a regolare le faccende di famiglia. Georgiana diceva di non voler rimanere sola con sua sorella, perché non poteva trovare in lei né simpatia nel dolore, né appoggio nei suoi dolori, né aiuto nei suoi preparativi. Fui dunque costretta a sopportare gli egoistici lamenti di quella creatura debole di mente ed aiutarla a cucire e a riporre nei bauli i suoi vestiti. È vero che mentre io lavoravo ella si riposava, ed io pensavo fra me: «Se fossimo


